Il Dono dell’Aquila

 Warrior: A person who is impeccable in his actions and considers himself already dead, thus surpassing the fear of death.

 

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D: Qual’è lo scopo di non permettere di essere fotografato, di registrare la sua voce o rendere noti i suoi dati biografici? Questo potrebbe influire su ciò che lei ha raggiunto nel suo lavoro spirituale e se sì, come? Non pensa che sapere chi lei sia veramente potrebbe essere utile per alcuni sinceri ricercatori della verità come modo di corroborare che è veramente possibile seguire il sentiero che lei promulga.?

R: In riferimento alle fotografie e ai dati personali, le altre tre apprendiste di don Juan ed io stesso seguiamo le sue istruzioni. Per uno sciamano come don Juan, la principale idea dietro l’astenersi dal rivelare i dati personali è molto semplice. E’ imperativo lasciare da parte quello che egli chiamava “storia personale”. Allontanarsi dal “me” è qualcosa di estremamente fastidioso e difficile. Ciò che gli sciamani come don Juan cercano è uno stato di fluidità dove il “me” personale non conta. Egli credeva che l’assenza di fotografie e dati personali influisca su chiunque entri in questo campo di azioni in modo positivo, sebbene subliminale. Noi abbiamo l’incessante abitudine di usare fotografie, registrazioni e dati personali, ognuno dei quali nasce dall’idea di importanza personale. Don Juan diceva che è meglio non sapere nulla di uno sciamano; in questo modo invece di incontrare una persona, si incontra un’idea che può essere sostenuta; l’opposto di ciò che succede nel mondo quotidiano dove abbiamo di fronte solo persone che hanno numerosi problemi psicologici ma non idee, tutte queste persone piene fino all’orlo di “io, io, io”.

Intervista a Carlos Castaneda , 1997

http://www.castaneda.org/mirrors/italian/interviews/index.htm

 

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” Tutti gli esseri umani sono allo stesso livello. All’inizio del mio apprendistato, don Juan Matus provò a farmi vedere come la situazione dell’uomo fosse comune a tutti. Io, da sudamericano, ero molto coinvolto, intellettualmente, con l’idea della riforma sociale. Un giorno rivolsi a don Juan quella che pensavo fosse una domanda assoluta: Come può rimanere impassibile di fronte alla situazione terribile dei suoi compagni uomini, gli indiani yaqui di Sonora?
      Sapevo che una certa percentuale della popolazione yaqui soffriva di tubercolosi e che, a causa della loro situazione economica, non potevano curarsi.
      “Sì”, disse don Juan, “E’ una cosa molto triste ma, vedi, anche la tua situazione è molto triste, e se credi di essere in condizioni migliori degli indiani yaqui, ti stai sbagliando. In generale la condizione umana è in un orrendo stato di caos. Nessuno sta meglio di un altro. Siamo tutti esseri che stanno andando a morire e, a meno di essere consapevoli di questo, per noi non c’è rimedio.”
      Questo è un’altro punto del pragmatismo degli sciamani: divenire consapevoli che siamo esseri che stanno andando a morire. Essi dicono che quando impariamo questo, tutto acquista un ordine e una misura trascendentali. ”


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