Brianeno

Ama definirsi un “Musicista non musicista”, concetto matematico / taoistico che pubblica in un libro manifesto intitolato “Music For Non-musicians”. Le composizioni che partorisce sono da egli stesso suddivise in tre fasi distinte:

  • l’idea, da cui il brano nasce;
  • l’esecuzione, che deve essere supportata da validi esecutori molto competenti;
  • e infine la ottimizzazione del tutto, utilizzando nastri magnetici e strumenti multimediali.

Si riferisce alla musica contemporanea dell’epoca (John Cage, La Monte Young, Terry Riley, John Tilbury e Cornelius Cardew), e da subito, comunque il suo concetto di musica trascende l’evento musicale stesso, spingendosi nel “suono puro” della psiche umana. Nel 1969 lavora a Londra come tecnico multimediale e grafico, nascerà a breve il proprio sodalizio con i Roxy Music (di Bryan Ferry e Phil Manzanera).

Robert Fripp, leader dei King Crimson, per i quali Ferry aveva fatto un audizione come cantante, raccomanda i Roxy Music alla sua etichetta discografica. Tra il 1970 e il 1973 nascono due albums eccezionali che favoriscono e conclamano lo stile di Eno: sono “Roxy Music” (1972) e “For Your Pleasure” (1973): il tipico sound si afferma e presto nasceranno gruppi di musicisti proseliti dello stile.

Una volta lasciato il gruppo si unisce a Fripp con il quale incide l’album No Pussyfooting. I suoi primi lavori come unico compositore non tardano a venire: Here Come The Warm Jets (1974) e Taking Tiger Mountain (By Strategy) (1974) con l’apporto di Robert Wyatt alle percussioni e di Phil Manzanera alle chitarre. Nascono sperimentazioni totalmente libere di esistere, brani come Great Pretender e China My China, ovvero un saggio di come la tradizione orientale (suoni giapponesi, cinesi, gong etc.) possa sposare la strumentazione rock intera.

È musica d’avanguardia in cui Eno introduce in modo subliminale ogni elemento sonoro e non, dando luogo ad un vero e proprio fenomeno Eno. La sua musica non è solo semplice, leggera, soffice ed armoniosa, non mancano i “pedali” ossessivi che saranno il trampolino da cui molti autori si getteranno per esperimentare nuovi suoni. Dopo un tour con la band inglese The Winkies e un memorabile concerto con Kevin Ayers, più John Cale e Nico dei Velvet Underground (registrati poi su June 1) Brian Eno avrà modo di reincontrare Robert Fripp; con Phil Collins alla batteria e John Cale alla viola incide “Another Green World”: era il 1975.

Apparentemente incapace di smettere di creare, il polistrumentista, scultore e pittore nonché videoartista seguita continuamente la produzione di opere di ogni tipo, senza lasciare che una forma espressiva precluda l’altra e così via, e porge sempre un occhio attento all’esperimentazione, continuamente in espansione e cangiante. È in quel periodo che Eno pubblica anche due libri Music For Non Musicians e Oblique Strategy, in cui espone le sue teorie “non-musicali”.

È la volta del bellissimo album musicale Before And After Science (1977), concepito in Germania, dove Eno si è trasferito con Fripp e David Bowie. La musica d’atmosfera, definita “Ambient”, della quale è l’indiscusso padre, è perfetta quale supporto alle immagini: non saranno poche infatti le colonne sonore utilizzate e ripescate in films, tra gli altri “La stanza del figlio” di Nanni Moretti, Palma d’oro a Cannes, basta ricordare, poi, l’ipnoarmonica colonna sonora di “X-Files”.

A Berlino, Eno collabora a un’altra grande trilogia, quella del “dandy elettronico” David Bowie: Low, Heroes (con Fripp alla chitarra) e Lodger segnano il momento più sperimentale dell’opera del Duca Bianco, coniando un suono molto influente sulla successiva stagione new wave europea. Ma Eno imprime il suo segno anche sulla musica dei Talking Heads (“More Songs About Buildings And Food”, “Fear Of Music” e “Remain In Light”) e sulla neonata scena new wave newyorkese, pubblicando No New York, una fondamentale raccolta in cui compaiono gruppi come DNA, The Contorsions e altri.

Sempre di questi anni sono le collaborazioni con Ultravox e Devo in ambito rock, e con Harold Budd e Jon Hassell nel campo dell’avanguardia. Music For Films (1978) e Music For Airports (1979) sono due gioielli partoriti da Eno in quegli anni. Questa ultima opera rientra in un progetto di musica per ambienti studiato da Eno con Harold Budd e Jon Hassell. L’obiettivo è creare una musica di sottofondo studiata per le ampie hall degli aeroporti, ma anche per le sale d’attesa, per i padiglioni delle mostre e delle gallerie d’arte.

Dal 1980

Nel mondo, ormai, si afferma definitivamente il concetto di “musica ambientale”, ovvero: tratta da un ambiente per descriverne atmosfere e suoni. Da grafico quale è Eno vuole ottenere opere cimentandosi con l’arte video… Fifth Avenue e Mistaken Memories celebrano in chiave artistica la nascita del nuovo mezzo multimediale della videocassetta nel 1983.

Oramai affermato Guru del Rock inizia a collaborare con il fratello Roger e, soprattutto, con il tecnico del suono canadese Daniel Lanois. In questo periodo, Eno è attento anche a diverse altre realtà collaborando con artisti del Ghana (Edikanfo), sovietici (Zvuki Mu), italiani (Teresa De Sio) e interessandosi alla musica etnica di molti Paesi.

Non cesserà di sfornare talenti e opere nate dalle numerosissime collaborazioni con vecchi e nuovi collaboratori. La fortunatissima produzione di The Unforgettable Fire (1984) e The Joshua Tree (1987) degli U2 lo consacrano automaticamente a grande produttore, sicuramente tra i più richiesti al mondo. Tuttavia delega a Lanois la responsabilità di questa attività; egli preferisce continuare a creare, organizzare progettare; fonda l’agenzia artistica Opal, cui fanno riferimento musicisti (il fratello Roger, Lanois, Michael Brook, John Paul Jones) e artisti visuali (registi, fotografi, pittori). Negli anni novanta riprende a suonare con Arto Lindsay, Peter Gabriel (Us, del 1992) per le colonne sonore di Until The End Of The World di Wim Wenders , negli album Achtung Baby (1991) e Zooropa (1993) degli U2, nel progetto “Passengers” (Original Soundtracks I del 1995) e in Outside (1995), album fortunato che rilancia David Bowie.

Recentemente Eno ha pubblicato l’album Drawn For Life, scritto, suonato e prodotto con J. Peter Schwalm, dj e musicista di Francoforte, e arricchito dalla voce di Laurie Anderson: undici brani che spaziano tra jazz, musica da camera e trip hop. “Provo sempre a fare la musica che mi piacerebbe sentire – racconta Eno -. Il processo nasce da una serie di ascolti durante i quali penso: ‘Mi piacerebbe che fosse un po’ come questo, un po’ come quello’. Così trascorro tutto il tempo disegnando nella mia testa il tipo di musica che vorrei comporre. In questo periodo non ho ascoltato molto jazz o musica colta europea ma riconosco che mi hanno suggerito un territorio fertile. L’altra strada era ripiegare verso quei sentimenti che avevo scoperto sulla musica come tipo di paesaggio sonoro. Ho provato a portare tutto questo verso un tipo di composizione che fosse ritmica e melodica perché per molto tempo ho composto brani senza ritmi ovvii o esili tracce melodiche”. Ha realizzato presso il Moma di San Francisco “Compact Forest Proposal”, parte di una mostra che crea un perfetto connubio tra la tecnologia digitale e l’arte, titolo: “101010”. Brian Eno intende creare un ambiente musicale senza parole, senza melodia, senza ritmo e che non suoni mai due volte nello stesso modo; per realizzare ciò è palesemente intenzionato a servirsi di tutto ciò che è in grado di produrre un suono, che sia una campana, un ciocco di legno, una vibrazione elettronica, una voce o il semplice fruscio prodotto da un cenno. Ultimamente, nel gennaio 2007 ha annunciato, durante una radio session, che sarà il produttore del prossimo album dei [Coldplay], previsto per la fine del 2007-inizi del 2008. Eno ha già collaborato con la band di [Chris Martin] all’incisione e alla produzione di alcune tracce dell’album X&Y, oltre che alla registrazione di alcune introduzioni di brani come Yellow e Clocks, destinate ad essere riprodotte durante i concerti.


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